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serena1O 12/10/2017 ore 06:29 Quota

(nessuno) La leggenda del Lago delle Fate




La leggenda del Lago delle Fate: ecco perché si chiama così
In Val Quarazza, Piemonte, a più di 1.300 metri di altitudine, c’è un delizioso laghetto che nasconde un mistero



In Val Quarazza, Piemonte, a più di 1.300 metri di altitudine, c’è un delizioso laghetto che nasconde un mistero.
È il Lago delle Fate, a pochi chilometri da Macugnaga, una cittadina in provincia di Verbania. Lo si raggiunge dopo una passeggiata lungo il Grande Sentiero Walser del Monte Rosa e del Sentiero Italia.

Il laghetto dalle acque smeraldine regala ai visitatori scenari da sogno, specie durante le belle giornate di sole.

Al Lago delle Fate sono legate alcune vicende storiche, ma c’è anche un’antica leggenda che aleggia intorno a questo luogo.

Attorno al laghetto i visitatori vedranno alcune sculture di legno che rappresentano dei nani. Si dice che piccoli ometti – i Gut Viarghini – raccolgano delle pietre nelle viscere della Terra mentre le fate, al chiaro di luna, camminino sull’acqua. Quando gli gnomi sentono arrivare le persone si immobilizzano diventando come statue.

Ma non è finita. Nei pressi del lago si trova un’antica miniera abbandonata, la Miniera della Guia. Secondo gli abitanti della zona in realtà non sarebbe del tutto abbandonata: ci lavorerebbero ancora gli gnomi che cercano oro per portarlo al lago dove viene consegnato nelle mani delle fatine in cambio di marmellata di more e mirtilli di cui sono particolarmente ghiotti. Le fate ricamano i loro abiti con l’oro degli gnomi e, con gli avanzi, creano la polvere magica che serve per farle volare.

Il Lago delle Fate non è un lago naturale, bensì un bacino artificiale formato quando venne fatto lo sbarramento del torrente Quarazza per produrre energia elettrica. Non si può fare il bagno, ma le storie che si raccontano in proposito sono sufficienti per far sognare grandi e piccini.
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12/10/2017 06:29:59
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Mati68
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Mati68 12/10/2017 ore 16:43 Quota

(nessuno) La leggenda del Lago delle Fate

Ci sono stato un paio di anni fa. L'ultimo in si fa a piedi per una strada sterrata. E poi si presenta un bel panorama alpino. Mentre scendendo di trova una vecchia miniera abbandona dove si può visitare con una guida che ti spiega il lavoro dei minatori e come vivevano dentro la montagna scavata
serena1O
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serena1O 12/10/2017 ore 18:46 Quota

(nessuno) La leggenda del Lago delle Fate

@Mati68 scrive:
La leggenda del Lago delle Fate
Ci sono stato un paio di anni fa. L'ultimo in si fa a piedi per una strada sterrata. E poi si presenta un bel panorama alpino. Mentre scendendo di trova una vecchia miniera abbandona dove si può visitare con una guida che ti spiega il lavoro dei minatori e come vivevano dentro la montagna scavata



si respira aria pura, e un panorama bellissimo,io n ci sono mai andata,questi posti sono veramente stupendi!
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IOXSONGXLEGGEND 12/10/2017 ore 19:59 Quota

(nessuno) La leggenda del Lago delle Fate

@serena1O scrive:
Al Lago delle Fate sono legate alcune vicende storiche, ma c’è anche un’antica leggenda che aleggia intorno a questo luogo.

Attorno al laghetto i visitatori vedranno alcune sculture di legno che rappresentano dei nani. Si dice che piccoli ometti – i Gut Viarghini – raccolgano delle pietre nelle viscere della Terra mentre le fate, al chiaro di luna, camminino sull’acqua. Quando gli gnomi sentono arrivare le persone si immobilizzano diventando come statue.

Ma non è finita. Nei pressi del lago si trova un’antica miniera abbandonata, la Miniera della Guia. Secondo gli abitanti della zona in realtà non sarebbe del tutto abbandonata: ci lavorerebbero ancora gli gnomi che cercano oro per portarlo al lago dove viene consegnato nelle mani delle fatine in cambio di marmellata di more e mirtilli di cui sono particolarmente ghiotti. Le fate ricamano i loro abiti con l’oro degli gnomi e, con gli avanzi, creano la polvere magica che serve per farle volare.





la prima miniera d'oro delle alpi
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IOXSONGXLEGGEND 12/10/2017 ore 20:07 Quota

(nessuno) La leggenda del Lago delle Fate

Qui sopravvivono i resti di ciò che, fino agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, è stato uno dei siti minerari più importanti della valle e delle Alpi. I pozzi per la discesa degli operai in miniera, la cappella, i caseggiati per i lavoratori, la polveriera sono disseminati in una vasta area che ancora mostra i segni della contaminazione a cui il suolo è stato sottoposto: tracce di cianuri e mercurio, impiegati nella lavorazione del materiale aurifero, nonché l’arsenico, naturalmente presente nel minerale estratto, hanno compromesso i terreni coinvolti dalla passata attività mineraria.

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IOXSONGXLEGGEND 12/10/2017 ore 20:15 Quota

(nessuno) La leggenda del Lago delle Fate

La Valle Anzasca è una delle zone più ricche d'oro d'Italia. La Minierà fu aperta nel 1710 e chiusa nel 1945, non per esaurimento dei giacimeni, tutt'ora abbondanti, ma per i costi della manodopera. La lunghezza totale delle gallerie è di 12 km distribuite su ben 11 livelli: il percorso visitabile è di 1,6 km, all'interno delle gallerie è allestito un museo che illustra la storia della miniera, delle genti che vi hanno lavorato, delle tecniche di estrazione e di purificazione dell'oro.


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IOXSONGXLEGGEND 12/10/2017 ore 20:19 Quota

(nessuno) La leggenda del Lago delle Fate

Percorso di circa 40 minuti, temperatura 9° C, umidità 97%, lunghezza 800 mt. completamente pianeggiante

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