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serena1O 03/10/2016 ore 15:06 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare




Tante le grandi figure che con i loro nomi riempiono i libri di storia. Nomi che sentiamo nominare almeno una volta al giorno, data la loro caratura e il loro impegno nei confronti del mondo. Ma molto spesso ci sono uomini e donne, altrettanto importanti, se non di più, le cui vite e azioni passano in sordina, e su cui i riflettori della storia non si sono mai posati. Eppure, le loro scelte hanno cambiato il corso della storia, se non addirittura le nostre vite. Grazie ad alcuni di loro siamo ancora qui a parlare di storia. Uno di questi è Vasili Alexandrovich Arkhipov, il sommergibilista russo che durante la guerra fredda evitò un olocausto nucleare. E salvò il mondo.

Ottobre 1962, siamo in piena crisi missilistica cubana. Un sottomarino sovietico viene intercettato dalla marina statunitense nelle acque caraibiche. Scatta l'allarme: il traffico marittimo vicino Cuba era stato bloccato su ordine del presidente Kennedy, preoccupato dell'avvicinamento tra Fidel Castro e il Cremlino e di un eventuale lancio di missili sul territorio nordamericano. Sull'isola, infatti, erano state costruite rampe di lancio e silos interrati: in cambio i russi avrebbero consegnato ai cubani missili nucleari. Una ragione in più per non far avanzare neanche di un metro quel sottomarino.

Il sottomarino rimane fermo, nascosto in profondità. Gli americani decidono di lanciare cariche esplosive. Non sono pericolose, sono cariche usate durante le esercitazioni. Vogliono costringere il mezzo a risalire in superficie. All'interno del sottomarino regna il caos. Le esplosioni ravvicinate fanno tremare tutto, il personale a bordo sballottato da una parte all'altra. Ma ciò che gli americani non sanno è che i russi hanno armi nucleari e, visto che erano giorni che si era perso il contatto radio con Mosca, il comando sovietico aveva precedentemente dato al capitano la facoltà di usarle in caso di pericolo. Era una sua decisione.




“Devo comandare l'attacco?”, si sta chiedendo il capitano, un uomo esausto dal lungo viaggio, nervoso per la situazione in cui si ritrova. La sua doveva essere una missione segreta per installare una base sottomarina a Cuba. Ma ha fallito. E per questo è ancora più nervoso. Valentin Savitsky, questo il suo nome, ha deciso: “Preparate la testata”. Un siluro che ha la stessa potenza della bomba lanciata su Hiroshima. Undici navi americane sono nel suo mirino. Le spazzerebbe via in un istante. L'ordine spetta solo a lui, ma deve prima sentire il parere dell'ufficiale politico Maslennikov. Il suo appoggio è immediato.

La temperatura all'interno del sottomarino è insostenibile. Il sistema di aerazione è danneggiato. Non possono riemergere. Per loro la guerra è bella che scoppiata, almeno per quanto ne sanno loro, non avendo più contatti con la terra ferma. “Magari la guerra è già scoppiata – si chiede infatti il capitano - e noi non lo sappiamo. Dobbiamo distruggerli! Ora! Moriremo, ma poco importa. Affonderanno con noi, non saremo la vergogna della nostra marina!”.

Ed è in questo momento che interviene Vasili, 34enne ufficiale in seconda a capo della squadriglia di sottomarini. Un uomo di bell'aspetto, una folta chioma corvina contraddistinta da un ciuffo che cade ribelle sulla fronte. Di umili origini, era nato in un paesino vicino Mosca da una famiglia di contadini, aveva frequentato l’accademia navale del Pacifico e nel 1945 servì il suo paese nella guerra contro il Giappone. Dopo la guerra, si laureò all’accademia navale del Caspio, prendendo servizio nella marina sovietica, sui sottomarini, appunto. Ed è proprio su uno di questi sottomarini che Vasili, appena un anno prima, si era già distinto per il suo coraggio, scongiurando l'esplosione di un sottomarino a propulsione nucleare su cui stava viaggiando. L'impresa lo aveva reso celebre in patria.



Non ha alcun potere per contrastare la decisione del capitano, avendo questo già ottenuto il consenso dell'ufficiale politico. Ma Vasili si impone. Spiega al capitano che se gli americani avessero voluto affondarli lo avrebbero già fatto: “Quelle non erano cariche letali. Stanno solo dicendo di riemergere in superficie. Sanno che siamo qui, vogliono parlarci”. I testimoni oculari che hanno assistito alla discussione hanno raccontato della calma di Vasili mentre esponeva le sue ragioni. Nemmeno loro si capacitavano di come potesse essere così sicuro che quello non fosse un attacco. Ma si fidavano di lui, del suo istinto. Così tranquillo nonostante fossero quattro giorni che non risalivano a respirare una boccata d'aria fresca, con la temperatura interna che si aggirava attorno ai 50 gradi. Uomini che svenivano in continuazione, le riserve di energia elettrica praticamente consumate. Lui rimane fermo, fissa il capitano negli occhi. Non una parola, solo il rumore delle esplosioni subacquee. La fusoliera del sottomarino che vibra. Solo un'ultima frase: “Non dia l'ordine”.

Cos'altro si siano detti i due, non si saprà mai. Quel che è certo è che alcuni minuti dopo, il sottomarino riemerge. Gli americani non hanno minimamente idea che quel sottomarino stia trasportando armi nucleari. E non lo sapranno per i successivi 50 anni, quando i documenti verranno desecretati. Nessuna ispezione, intimano ai russi di andarsene. Il sottomarino lascia le acque cubane, ritorna in Russia. La missione è fallita. Ma tutto il personale a bordo è consapevole di aver evitato una catastrofe. La decisione del capitano Savitsky avrebbe provocato la reazione americana. Kennedy era già pronto a ordinare il lancio di testate nucleari sul territorio russo.

Ritornato in patria, l'equipaggio viene accolto con trepidazione dalla popolazione: non sanno ancora se festeggiarli come eroi oppure essere delusi dal fallimento della missione. Un ammiraglio russo si rivolge con disprezzo ai suoi subordinati, tra cui Vasili: “Sarebbe stato meglio se foste affondati”.



Ma ad accogliere Vasili c'è anche la moglie, Olga. Per lei quell'uomo dal ciuffo ribelle, stremato dalla terribile avventura, è un eroe. “L'uomo che ha scongiurato una guerra nucleare era un sommergibilista russo”, racconterà qualche anno più tardi. “Il suo nome era Vasili Arkhipov. Sono stata e sempre sarò fiera di mio marito. Per sempre. Lui è l'uomo che ha salvato il mondo”.
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03/10/2016 15:06:29
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IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 03/10/2016 ore 15:13 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

Quello che sappiamo oggi è che la 3° guerra mondiale non venne decisa a Washington o a Mosca, ma in un sottomarino in immersione nel mar dei Caraibi. Forse il capitano avrebbe cambiato idea durante le manovre di armamento del siluro, o forse no. Questo non lo sappiamo.

Quello che sappiamo è che quel siluro avrebbe dato il via alla 3° guerra mondiale e che sia il capitano che l’ufficiale politico erano d’accordo e che quindi il siluro poteva venir lanciato. Quello che sappiamo è che Vasili si oppose e convinse gli altri due a non farlo. Se quel siluro fosse partito la flotta americana sarebbe stata vaporizzata, da li in poi nulla avrebbe più potuto fermare l’orologio. La prima ondata di testate nucleari avrebbe colpito le basi aeree, i siti di lancio e i concentramenti di truppe in Europa, la seconda ondata si sarebbe concentrata sui “bersagli economici” un eufemismo per indicare i bersagli civili.

Giunone1960
Amministratore
Giunone1960 03/10/2016 ore 16:30 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

Queste sono cose che mettono ansia e lasciano anche l'amaro in bocca a pensare che solo per la decisione di pochi,quale che sia la nazionalità,il mondo va ancora avanti.A volte ho sempre questa impressione,che il mondo giochi alla guerra senza andare veramente oltre perchè sa benissimo che il finale sarebbe catastrofico.E' così brutta la pace ?
ti67
Partecipante
ti67 03/10/2016 ore 18:12

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

Di questa storia venne tratto un film spettacolare: k-19 con Harrison Ford E Liam Neeson. Se Cercate in rete lo trovate, fa venire la claustrofobia solo a guardarlo :-)
IOXSONGXLEGGEND
Amministratore
IOXSONGXLEGGEND 03/10/2016 ore 19:38 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

@ti67 scrive:
k-19 con Harrison Ford E Liam Neeson.



bello il film

42.raffaele
Partecipante
42.raffaele 03/10/2016 ore 19:41 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

a questo personaggio non lo conoscevo eppure detto da me potrebbe sembrare strano...
IOXSONGXLEGGEND
Amministratore
IOXSONGXLEGGEND 03/10/2016 ore 20:09 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

@Giunone1960 scrive:
E' così brutta la pace ?

vaglielo a far capire a questi maniaci ,l'uomo è l'unico essere che ammazza la sua razza per sete di potere e soldi ,perchè le guerre nascono solo per questo
serena1O
Proprietario
serena1O 03/10/2016 ore 20:13 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

@42.raffaele scrive:
a questo personaggio non lo conoscevo eppure detto da me potrebbe sembrare strano...



serena1O
Proprietario
serena1O 03/10/2016 ore 20:15 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

@ti67 scrive:
Di questa storia venne tratto un film spettacolare: k-19 con Harrison Ford E Liam Neeson. Se Cercate in rete lo trovate, fa venire la claustrofobia solo a guardarlo





devo guardarlo , Grazie :rosa @ti67




serena1O
Proprietario
serena1O 03/10/2016 ore 20:17 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

@Giunone1960 scrive:
Queste sono cose che mettono ansia e lasciano anche l'amaro in bocca a pensare che solo per la decisione di pochi,quale che sia la nazionalità,il mondo va ancora avanti.A volte ho sempre questa impressione,che il mondo giochi alla guerra senza andare veramente oltre perchè sa benissimo che il finale sarebbe catastrofico.E' così brutta la pace ?

:rosa quoto
serena1O
Proprietario
serena1O 03/10/2016 ore 20:21 Quota

(nessuno) La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare





Nove Stati hanno ancora arsenali nucleari, per un totale che Ploughshares Fund stima in 15.695 testate. Il 94% di queste sono in mano a Stati Uniti e Russia, mentre le altre potenze atomiche - a eccezione della Corea del Nord - hanno tra le 100 e le 300 testate ciascuna. «Semplicemente troppe», spiegano allarmati Alan Robock, docente di scienze ambientali alla Rutgers University, e Owen Brian Toon, docente di scienze atmosferiche e oceaniche all’Università del Colorado. I rischi di un incidente nucleare sono ancora alti, avvertono i due scienziati: per un errore umano o delle macchine, per il panico seguito a un incidente internazionale, per l’azione di un hacker o su decisione del dittatore di turno di una potenza atomica.

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