Forum - a pochi passi dal cuore

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carla.1962 22/04/2018 ore 16:54 Quota

(nessuno) saper dire di no

Dire di no a impegni che magari non avremmo voglia di onorare ma ai quali, chissà per quale ragione, sentiamo il dovere di partecipare.
Cene con gli amici, compleanni di persone di cui ci interessa relativamente, pranzi con famigliari a cui teniamo in maniera marginale. Quante volte capita di pensare “non ne ho nessuna voglia ma ho detto che andavo”, ritrovandosi incastrati ad ascoltare conversazioni di cui non ci interessa, appuntamenti che non ci lasciano nulla, se non la stanchezza il giorno dopo.
Per quanto riguarda me, sono cresciuta sperando di sviluppare un giorno il dono dell’ubiquità.
Il tempo, declinato in ventiquattro ore, non mi è mai bastato.
Anni passati a correre per poter essere dall’amico che si è lasciato, alla cena di compleanno, dall’amica in crisi esistenziale.
Questo forse è da ricondurre a quando in Chiesa, da piccola, cantavo “viva la gente” (“…dentro tutti quanti c’è del bene c’è del mal, ma in fondo ad ogni cuore è nascosto un capital…”) perché sentivo il cuore riempirsi, pensando a quanto le persone possano e sappiano essere meravigliose.
Grazie a questa naturale inclinazione a fidarmi del prossimo, sono cresciuta facendomi in quattro per gli altri. Le persone, per me, sono sempre stati mondi da esplorare. Mi diverto a capirne le sfaccettature.
Scoprire caratteri e modi di vedere la vita diametralmente opposti al mio, mi ha sempre dato la sensazione di arricchirmi.
Con il passare degli anni, nonostante la mia indole sia sempre la stessa, ho però imparato a incanalare le mie energie; a essere un po’ più egoista (per niente facile per una che cantava viva la gente).
A fregarmene se c’è chi non capisce, chi si offende.
Con la naturale riduzione del tempo a disposizione, ho imparato a dire di no. Senza inventare scuse.
Mi sono liberata del contorno, ho “potato i rami secchi”, mi sono concentrata su ciò che ho realmente voglia di fare, sulle persone che mi arricchiscono e, soprattutto, che non hanno bisogno di prove, cene e appuntamenti vari, per sapere che se hanno bisogno di me, io ci sono.
Pensando a quante siano già le imposizioni che subiamo quotidianamente, mi sono scrollata di dosso quell’inutile senso del dovere.
Sono pressoché certa che se mi chiedessero quale reputo essere la più grande libertà che un uomo possa conquistare, risponderei senza dubbio: infischiarsene di ciò che gli altri pensano di noi.
Perché chi non ti ama, avrà sempre qualcosa da ridire su di te.
E allora, tanto vale dargli un argomento di discussione.
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Dire di no a impegni che magari non avremmo voglia di onorare ma ai quali, chissà per quale ragione, sentiamo il dovere di...
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22/04/2018 16:54:02
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